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I dinamici volontari di “Arquata Potest” recuperano l’antico sentiero tra Trisungo e Borgo

Passione e devozione per Arquata e per la natura, innamorati della fatica che porta a risultati concreti, trascinatori verso progetti brillanti e dinamici. Tanti sono i volontari che si sono succeduti nelle iniziative di recupero dei sentieri di Arquata Potest.

Il 27 luglio l’associazione Arquata Potest ha portato a termine il recupero dell’antico sentiero tra Trisungo e Borgo di Arquata del Tronto: un tracciato che si sviluppa lungo il versante del Monte Ceresa e sale in direzione del Vettore, la vetta più alta dei Sibillini, con ampie panoramiche sul comprensorio della Laga.

L’opera di ripristino è stata realizzata grazie all’impegno dei volontari Andrea Izzi, Silvestro Bucciarelli, Salvatore Ambrosi, Francesca Olini, Paolo Izzi, Berardina di Cesare, Otello Palmini, Valerio Maior, Linda Maria, Matthias Canapini, Danilo Giuliani e Carlo Ambrosi, come sempre guidati dal maratoneta e scrittore Vittorio Camacci.

Il percorso unisce 2 frazioni martoriate nel 2016 dal terremoto, che però non è riuscito ad intaccarne la bellezza naturalistica. Si parte da Trisungo, lungo la SS Salaria, risalendo a piedi il Fosso della Madonna delle Grazie, ai piedi del Picco di Macina, e si raggiunge la Costa Franzola, dove un bivio offre sia la possibilità di scendere verso Borgo (la frazione che ospitava la celebre Sindone di Arquata) che di proseguire per Piedilama lungo il Colle Forcella.

Proprio su questi pendii transitava l’antica Salaria Gallica, il diverticolo della Salaria Romana che, nei pressi di Trisungo, entrava nell’entroterra verso i territori prevalentemente abitati da popolazioni di origine celtica. I toponimi sono ancora lì a ricordarcelo: dal “Passo del Galluccio” a “Montegallo”, fino ad arrivare sull’Adriatico nei pressi di “Senigallia”.

Un recupero che ha avuto inizio dopo la benedizione da parte del parroco di Arquata, Don Nazzareno Gaspari, dell’edicola sacra realizzata dai volontari di Arquata Potest nel mese di giugno, dove sono state installate all’interno di due cavità di un grosso masso di arenaria 2 statue:

una in onore della Madonna delle Grazie, patrona di Trisungo;
l’altra in onore di San Francesco, patrono di Borgo.

Si aprono così nuove opportunità per gli appassionati di trekking, i quali possono peraltro trovare informazioni, foto, mappa e traccia GPS direttamente sul sito https://www.arquatapotest.it/borgo-trisungo/

Quella dei recuperi di sentieri storici è un’azione che ormai viene portata avanti da Arquata Potest in maniera caparbia, in aperto contrasto con l’immobilismo per la mancata ricostruzione delle case. Immobilismo che stride col dinamismo che invece caratterizza questi volontari i quali, ancora una volta, tendono una mano al proprio paese, specialmente nei difficili mesi successivi all’emergenza coronavirus.

Inizia a prendere seriamente forma l’obiettivo finale di Arquata Potest: resta ormai solo 1 tappa per completare il circuito ad anellodenominato G.A.D.A. (Grande Anello di Arquata) che unirà tutte le frazioni del comune montano in un unico tour tra il complesso dei Sibillini, della Laga e del Ceresa, confermando la naturale predisposizione per il trekking e il turismo lento dell’unico Comune d’Europa diviso tra 2 Parchi Nazionali.

Per maggiori informazioni sull’attività dell’Associazione, si invita a visitare anche la pagina facebook: https://www.facebook.com/arquatapotest/