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Ascoli, Dopo il successo di ‘Ciaspole, pane e polenta’ il Festival dell’Appennino prosegue a Force con ‘Sua Altezza il Porco’

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Grande successo per il primo appuntamento del Festival dell'Appennino 2019: Ciaspole, pane e polenta

Dopo lo straordinario successo di domenica scorsa 3 febbraio con oltre 200 persone a Pretare di Arquata del Tronto per “Ciaspole, pane e polenta”, il Festival dell’Appennino, edizione Inverno-Primavera offre una nuova possibilità per vivere le tradizioni e la bellezza delle montagne dell’entroterra piceno.

Grazie al sostegno e al contributo del Mibact e della Regione Marche, l’associazione culturale Appennino Up propone otto appuntamenti con escursioni, spettacoli e buona cucina che offrono la possibilità di vivere le montagne della Provincia di Ascoli Piceno grazie anche alla collaborazione con Comuni, Pro Loco e comunità locali.

Domenica 10 febbraio appuntamento a Force per celebrare “Sua altezza il Porco” e l’antica tradizione della pista, la lavorazione di carne di maiale che ancora oggi in molti paesi dell’entroterra piceno è un vero e proprio appuntamento immancabile.

Per domenica prossima il Festival propone un’escursione nei dintorni di Force, un percorso ad anello con dislivello di circa 400 metri per una lunghezza di più di 8 chilomentri, adatto anche a persone poco allenate ma che richiede la partecipazione con scarponi da treking o comunque con calzature adatte a passeggiate in montagna.

L’escursione avrà la durata di circa due ore e mezza e si concluderà con il ritorno a Force e l’accoglienza della Comunità locale che farà rivivere la consuetudine della lavorazione delle carni del maiale così come viene ancora realizzata da macellai locali. Il pranzo sarà un vero e proprio “trionfo del maiale” con portate a base di “sua altezza il porco”.

Il momento conclusivo del secondo appuntamento del Festival dell’Appennino sarà il concerto del gruppo “Lu Trainanà” costituito da maestri musicisti che puntano alla riscoperta ed alla rivalutazione della tradizione musicale marchigiana, propria dell’epoca contadina.

Il loro repertorio è di conseguenza fortemente legato alla terra: le feste paesane, i tanti canti di questua (cantamaggio, pasquella, passione …), storielle maliziose e d’amore; ma soprattutto gli immancabili stornelli a tempo di saltarello.

“Lu Trainanà” non è una vera e propria band, né tanto meno un complesso nel senso comune del termine, ma la somma (diversa nelle sue parti) di individualità, accomunate oltre che dalla passione per la musica, dalla stessa identità geografica.

Il loro metodo di ricerca è quello tradizionale della curiosità, dell’ascolto degli anziani, dei nonni e, soprattutto, quello della frequentazione di alcune vecchie feste, dove la memoria della società contadina ancora risuona, oltre che nella musica, nei proverbi, nelle battute e in una concezione della vita dove tutti hanno un ruolo ed una caratteristica sociale definita ed accettata.

Per una giornata del Festival dell’Appennino così legata alle tradizioni della terra picena, il concerto de Lu Trainanà è degna conclusione di un momento di festa che vuol far rivivere antichi ricordi.