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Allarme del Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso: no al trasferimento di psichiatria ad Ascoli

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SAN BENEDETTO, E’ un nuovo ed ennesimo grido d’allarme, quello lanciato dal “Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso”, che coinvolge Anna Casini, la vice presidente della Regione Marche, tramite una nota stampa firmata dal presidente del comitato, dottor Nicola Baiocchi e dalla consigliera comunale avvocato Rosaria Falco.

“Alcuni giorni fa la Vicepresidente della Regione Anna Casini, la stessa che, ad ogni occasione, non ricorda di aver detto che a San Benedetto la Rianimazione non esiste [ma lo ha detto signora, lo ha detto esattamente il 5 febbraio, oppure la Regione ce l’ha con lei pubblicando verbali falsi!], ci ha accusato di fare una “polemica sterile” e di “creare malessere negli operatori con affermazioni assolutamente prive di fondamento” perché il Comitato aveva affermato, tra l’altro, di temere il trasferimento ad Ascoli della Psichiatria del nostro ospedale.
Purtroppo per la smemorata signora Casini ci giunge notizia (sicuramente falsa!) di un documento (sicuramente falso!) inviato proprio ieri all’AV5 dalla CGIL, sindacato che forse la signora non ricorda di conoscere, nel quale si legge che “qualcuno vorrebbe trasferire [ad Ascoli] tutto il reparto, nonostante le recenti dichiarazioni del Direttore dell’AV5 e delle Istituzioni regionali”, delle quali la signora Casini dovrebbe far parte (ma forse non lo ricorda) (foto).
Allora chiediamo alla signora Casini e a tutti i suoi sostenitori – proseguono Baiocchi e Falco nella nota – se anche alla CGIL rivolgerà l’accusa di “creare malessere negli operatori con affermazioni assolutamente prive di fondamento” oppure se cominciano ad essere molti, troppi, gli interlocutori che nutrono gli stessi fondati timori, compresa una buona parte dello stesso PD. La signora ha affermato pubblicamente che lei “ci mette la faccia” e che la Regione parla per atti. Bene, la signora apparentemente smemorata dovrebbe placare le ansie del Comitato e, sembra, quelle della CGIL e di molti altri, affermando che niente di tutto questo è vero, che non esiste alcuna volontà da parte della Direzione Sanitaria ascolana (badi bene ascolana, la stessa del medico a casa di notte dell’UTIC di San Benedetto), di attivare una reperibilità notturna per il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC come sostiene la CGIL)? Oppure la vuole buttare in cagnara ancora una volta urlando al campanilismo?