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Dpcm, manifestazione non autorizzata ad Ascoli Piceno. Questura: elementi riconducibili a CasaPound. Lanciati lacrimogeni dalla polizia

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ASCOLI – Il lancio di lacrimogeni da parte di agenti della Questura ha interrotto una manifestazione non autorizzata ad Ascoli Piceno, contro l’ultimo Dpcm anti Covid.
Nei giorni scorsi alcuni commercianti avevano annunciato l’intenzione di organizzare un corteo, ma poi hanno rinunciato, anche a seguito di una presa di posizione della Questura, che rendeva noto di non aver ricevuto “richieste formali di pubblica manifestazione”, come previsto dalle norme di Pubblica sicurezza e la necessità (in base allo stesso Dpcm) di esercitare il diritto a manifestare “in forma rigorosamente statica” (quindi senza cortei) e e osservando le regole sanitarie: mascherina e distanziamento sociale.
Ma intorno alle ore 18 alcune persone, tra cui, secondo la Questura, elementi riconducibili a CasaPound, hanno comunque dato vita al corteo, che da piazza Immacolata si è diretto verso il centro storico, con uno striscione con il Dpcm e urlando “Lavoro, Lavoro”.
All’altezza del ponte di Porta Maggiore i manifestanti sono stati fermati dalla polizia schierata, anche con il lancio di un paio di lacrimogeni.