Occupazioni abusive sempre più frequenti: cosa fare e come tutelarsi secondo la legge

L’occupazione abusiva degli immobili è una piaga in grande crescita nel nostro Paese: la legge, però, ci consente di tutelarci.

L’occupazione abusiva degli immobili è un fenomeno diffuso in Italia, di cui si sono occupate, in questi mesi, anche diverse trasmissioni televisive. Tutto ciò ha implicazioni significative non solo per i proprietari degli immobili, ma anche per l’ordine pubblico e il tessuto sociale delle comunità colpite. Ecco cosa dice la legge sul punto. 

Tutela occupazione abusiva
Come tutelarsi dalle occupazioni abusive (Foto Web365 Srl) Ascoli.cityrumors.it

L’occupazione abusiva si verifica quando persone entrano e utilizzano un immobile senza l’autorizzazione del proprietario. Questo può avvenire in edifici residenziali, commerciali o pubblici, e spesso coinvolge individui o famiglie in situazioni di grave difficoltà economica. Nonostante le motivazioni che spingono all’occupazione abusiva possano essere comprensibili, il fenomeno crea una serie di problemi legali e sociali.

Occupazioni abusive degli immobili: cosa dice la legge

Dal punto di vista legale, l’occupazione abusiva è un reato. Tuttavia, la procedura per il recupero degli immobili può essere complessa e lunga. I proprietari devono spesso affrontare una burocrazia lenta e costosa per ottenere un ordine di sgombero, il che significa che gli occupanti possono rimanere nell’immobile per mesi, se non anni. Questo processo può essere particolarmente frustrante per i proprietari di piccole proprietà che contano sull’affitto come fonte di reddito.

Tutela occupazione abusiva
Occupazione abusiva di un immobile: come tutelarsi, leggi alla mano (Canva foto) Ascoli.cityrumors.it

Quando l’occupazione abusiva è dovuta alla mancata evacuazione da parte di un inquilino il cui contratto di locazione è scaduto, il proprietario può ricorrere alla procedura di sfratto per finita locazione, ai sensi dell’articolo 657 del Codice di Procedura Civile.

In assenza di un contratto di locazione, i proprietari devono intraprendere azioni legali più complesse per rivendicare la loro proprietà. L’azione di rivendicazione della proprietà è regolata dall’articolo 948 del Codice Civile. Necessario presentare prove concrete, come atti di acquisto o documenti di successione, per dimostrare il diritto di proprietà.

L’azione di reintegrazione nel possesso, o di spoglio, disciplinata dall’articolo 1168 del Codice Civile, è applicabile quando il proprietario è stato privato del possesso dell’immobile senza il suo consenso. È essenziale agire entro un anno dallo spoglio, con termini che possono variare se l’occupazione è avvenuta con violenza o clandestinamente.

La tutela cautelare d’urgenza, prevista dall’articolo 700 del Codice di Procedura Civile, rappresenta un’opzione strategica per ottenere provvedimenti temporanei in attesa della decisione finale del giudice. Questa misura è particolarmente utile quando il tempo è un fattore critico e permette di impedire ulteriori danni o perdite.

Oltre a recuperare l’immobile, i proprietari possono cercare un risarcimento per i danni subiti a causa dell’occupazione abusiva. Il risarcimento può coprire sia i danni emergenti, come il degrado dell’immobile e le spese legali, sia il lucro cessante, che include i guadagni mancati come i canoni di locazione non percepiti.

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