Contributi INPS a costo zero, si può fare davvero

La situazione dei versamenti dei contributi INPS per questa tipologia di lavoratori può cambiare, ecco perché: i dettagli da sapere.

Sebbene in tanti aspettino una riforma delle pensioni e, soprattutto, molti lavoratori sono ancora lontani dal momento in cui smetteranno di lavorare, i contributi da versare all’INPS sono una costante per chiunque svolta una professione, che sia dipende o lavoratore autonomo.

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In questi casi si può evitare di versare i contributi all’INPS – ascoli.cityrumors.it

Se, nel primo caso, il conteggio dei contributi è direttamente aggiunto in busta paga, i titolari di Partita IVA  hanno una procedura completamente diversa e sono tenuti, (rispettando il calendario delle scadenze fiscali) a versarli di tasca propria tramite gli appositi modelli.

Quando si decide di aprire una Partita IVA, è obbligatorio iscriversi ad una cassa provvidenziale, che sia la Gestione Separata Inps oppure, per i professionisti appartenenti ad un albo o ad un ordine, presso la specifica cassa previdenziale. In questi casi specifici e limitati, però, si può evitare di versare i contributi all’INPS: ecco i dettagli da conoscere su ogni situazione specifica, che potrebbe magari descrivere la tua condizione attuale.

Contributi INPS e Partita IVA, in questi casi non si devono versare

Solitamente, tutti i lavoratori con Partita IVA hanno l’obbligo di pagare i contributi, ma ci sono dei casi in cui è possibile non farlo. Ad esempio (come riportato dal sito money.it) se un lavoratore dipendente full time apre la Partita IVA, può sfruttare una norma secondo la quale viene considerata come sua attività principale quella da lavoratore dipendente, sulla quale ci sono già dei contributi da versare.

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Ci sono tre casi in cui il lavoratore indipendente con Partita IVA è esonerato dai contributi – ascoli.cityrumors.it

Un altro caso che permette l’esonero contributivo è quando un lavoratore indipendente con Partita IVA non emette fattura durante l’anno; non essendoci guadagni, di fatto, non si possono calcolare contributi sul reddito lordo prodotto. Il caso vale però solamente per quei lavoratori indipendenti iscritti alla Gestione separata INPS.

L’ultimo caso (sempre come riporta la fonte) riguarda quello dei professionisti che, dall’Italia, si trasferiscono in un altro paese con il quale l’Italia stessa ha  sottoscritto accordi bilaterali che prevedono anche agevolazione previdenziali; in questa situazione, il professionista in questione paga i contributi, ma al paese estero. Un’ipotesi più rara e che comunque esonera il titolare di Partita IVA solamente dal versamento di contributi all’INPS, ma che comunque lo vede versarli al paese estero.

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