Ecco chi pagherà le ristrutturazioni per la Direttiva Case Green: adesso è ufficiale

La Direttiva Case Green è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, ma chi pagherà gli interventi? Ci sono aggiornamenti importanti in tal senso.

Non è più una novità che la Direttiva Case Green sia stata approvata dall’Unione Europea e che dunque i singoli stati membri dovranno, in un arco di tempo medio-breve, concretizzare tutti gli obiettivi previsti. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, la normativa che mira ad intervenire in maniera graduale sugli edifici pubblici e privati per arrivare alle emissioni zero è ufficialmente entrata in vigore.

Direttiva case green, cosa prevede per l'Italia
Direttiva Case Green: chi dovrà pagare per i lavori? (ascoli.cityrumors.it)

Ma la domanda che tutti si pongono è chi, a conti fatti, dovrà pagare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, alcuni dei quali potrebbero risultare piuttosto costosi. A tal proposito ci sono novità importanti.

Direttiva Case Green, chi pagherà gli interventi? Le novità

I singoli stati dovranno arrivare all’obiettivo comune di ridurre la quantità di inquinamento che gli edifici producono, massimizzandone gradualmente l’efficienza energetica e abbattendo le emissioni di carbonio di combustibili fossili. A beneficio dell’ambiente, ma anche delle tasche dei cittadini, grazie a bollette meno costose.

Chi dovrà pagare i lavori della direttiva case green
I governi dovranno mettere in atto misure per sostenere i proprietari di immobili nei lavori per la Direttiva Case Green (ascoli.cityrumors.it)

Il problema da affrontare è legato al quantitativo di risorse che ogni paese dovrà destinare a tali interventi e alle spese che i privati cittadini si troveranno obbligatoriamente ad affrontare di qui ai prossimi anni. Questo anche considerando il fatto che si tratta di obiettivi piuttosto ambiziosi e che, pertanto, comporteranno uno sforzo economico non indifferente.

Molti contribuenti hanno già iniziato a muoversi per capire se la loro casa rispetti già le regole previste dalla direttiva oppure che tipo di interventi dovranno in futuro attuare, sulla base dei vari step che avranno come ultima fase il 2050, anno entro il quale tutto il parco di immobili dovrà essere ad emissioni zero. Entro il 31 dicembre 2025, l’Italia dovrà inviare alla Commissione UE una prima proposta relativa al piano di ristrutturazione degli edifici.

Dal cappotto termico al rifacimento del tetto, dalla sostituzione della caldaia agli infissi, i contribuenti potrebbero trovarsi davanti a lavori molto costosi. Ma potrebbero non doverli sostenere nella loro totalità, in quanto la direttiva impone ai singoli stati di dar forma a misure atte a sostenere economicamente i cittadini che dovranno mettere il loro immobile in regola. Potrà, ad esempio, trattarsi di detrazioni simili a quelle ad oggi in vigore, o modalità di sostegno differenti.

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