Pensioni e assegni INPS: ecco le nuove percentuali di invalidità che ti mantengono per sempre

Ci sono le nuove percentuali di invalidità, che riguardano le pensioni e gli assegni INPS per chi si trova in difficoltà.

Sono state stabilite le nuove percentuali di invalidità per pensioni e assegni INPS. Quali sono, dunque, quelle che ne danno diritto? Secondo la normativa italiana, ciò spetta a chi è riconosciuta una condizione di invalidità, sia per problemi fisici che psichici.

Soldi pensioni
A occuparsi dell’erogazione delle prestazioni economiche è l’INPS – ascoli.cityrumors.it

A occuparsi di ciò è l’INPS, che eroga le prestazioni economiche e stabilisce le condizioni per l’accesso anticipato a quella che è la pensione di vecchiaia. Scopriamo di più in merito.

Le percentuali di invalidità per pensioni e assegni Inps

Per quanto concerne la pensione di inabilità, questa viene – per l’appunto – erogata dall’INPS. Si tratta di una misura in favore di quei soggetti a cui è stata riconosciuta un’inabilità lavorativa del 100%, oltre che permanente. In questo caso, occorre avere un’età tra i 18 anni e i 67 anni, cittadinanza italiana – o iscrizione all’anagrafe del comune di residenza per i cittadini comunitari, o permesso di soggiorno di un anno almeno per i cittadini stranieri extra-UE – e un reddito che non supera 17920 euro, per ottenere – in tredici mensilità – 313,91 euro.

Anziana e invalidità
Bisogna rispettare alcuni requisiti per accedere all’invalidità – ascoli.cityrumors.it

Per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento, i mutilati e gli invalidi civili devono fare domanda all’INPS e dimostrare di non poter deambulare senza essere aiutati, oltre che non poter compiere gesti di vita quotidiana senza un’assistenza continua. Anche in questo caso, occorre essere in possesso dello stato inabilità permanente e totale, quanto detto prima e della cittadinanza italiana oltre che della residenza stabile in Italia. L’accompagnamento ammonta a 527,16 euro al mese, per dodici mensilità.

C’è, poi, anche l’assegno mensile di assistenza che va a favore di quei soggetti che hanno una dimostrata riduzione della capacità lavorativa: con una percentuale di invalidità che va dal 74% al 99%, ma solo se non si ha un reddito che supera i 5391,88 euro. L’assegno di 313,91 euro mensili viene erogato per tredici mensilità.

Infine, c’è la pensione di vecchiaia anticipata a cui possono accedere, fino al 31 dicembre 2024, donne dai 56 anni e uomini dai 61 anni, dipendenti privati iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dell’INPS con contribuzione al 31 dicembre 1995 e un’invalidità pensionabile superiore o pari all’80%.

L’anzianità contributiva è di vent’anni, ma ridotti a quindici anni – tra gli altri – per chi, al 31 dicembre 1992, abbia maturato quindici anni di anzianità contributiva. Compiuti 67 anni, le pensioni si trasformano in assegno sociale sostitutivo. Per usufruire di pensioni e assegni INPS, occorre inoltrare la domanda all’INPS per via telematica, utilizzando le credenziali CIE, SPID o CNS, oppure recarsi presso un Patronato. Per dubbi, è consigliabile rivolgersi a un commercialista, un CAF o un Patronato.

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