Se ti svegli per i rumori del condominio hai diritto al risarcimento, sono in molti a non saperlo

Rumori e schiamazzi condominiali: sarà capitato a tutti di patirli. Ma c’è un limite massimo oltre cui non si può andare.

La domenica, per molti, rappresenta un giorno di meritato riposo, durante il quale ci si aspetta di godere di un po’ di tranquillità senza essere disturbati da rumori molesti. Eppure, non tutti rispettano questa concezione universale di quiete e in tanti si trovano a dover affrontare disturbi provenienti dai vicini, specialmente se abitano in condominio. Ma cosa dice la legge riguardo a tale situazione? C’è una differenza se i rumori molesti si verificano di domenica mattina rispetto ad altri giorni e orari?

Rumori condominiali, quando si può avere un risarcimento
Rumori condominiali: cosa dice la legge? – (ascoli.cityrumors.it)

Per comprendere meglio la questione, occorre in primo luogo analizzare cosa prevede la normativa in merito alle immissioni rumorose. Secondo l’art. 844 del Codice Civile, esse si riferiscono a fumo, calore, rumori, vibrazioni e altri elementi simili provenienti dalla proprietà del vicino. In generale, queste immissioni non possono essere impedite, a meno che non superino il limite della “normale tollerabilità”, che dipende dalle circostanze specifiche del caso e può essere valutata dal giudice.

È chiaro quindi che il concetto di “normale tollerabilità” non è assoluto e può variare a seconda delle circostanze. Ad esempio, un rumore fastidioso potrebbe essere considerato più problematico la domenica mattina presto, quando ci si aspetta più tranquillità, rispetto ad un altro momento della settimana. Questo perché la domenica è comunemente associata al riposo e alla calma, e il rumore in quel momento potrebbe essere percepito come più disturbante.

Rumori condominiali: quando si può avere un risarcimento

La valutazione della tollerabilità dipende da diversi fattori, tra cui la sensibilità delle persone coinvolte e le abitudini della zona. Ciò significa che, in caso di contenzioso, il giudice terrà conto dell’orario e del giorno in cui si verificano i rumori molesti per determinare se superano o meno il limite della tollerabilità. Quest’ultimo “non è mai assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti”, ha sancito una sentenza della Cassazione.

Cosa prevede la legge in merito ai rumori condominiali
Rumori condominiali: quando si può avere un risarcimento – (ascoli.cityrumors.it)

Inoltre, è importante considerare il ruolo del regolamento condominiale, che potrebbe vietare specifiche attività rumorose in determinati giorni e orari, come appunto la domenica mattina. Tuttavia, tali disposizioni dipendono dalla volontà delle parti che hanno stipulato il regolamento stesso e potrebbero non essere universalmente applicate.

Se non si riesce a risolvere la questione in via civile, è possibile ricorrere anche al procedimento penale, in base all’art. 659 del Codice Penale, che prevede il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Questo può essere commesso mediante schiamazzi, rumori e altre attività moleste che disturbano il riposo altrui, e può comportare sanzioni sia civili che penali. Si tratta di una contravvenzione, punita con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.

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