Dicono che è miele d’acacia, ma è millefiori: tutto sequestrato

Avevano un nome e il prodotto non era poi così male, ma veniva spacciato per qualcosa di qualità quando in realtà non lo era

Far passare una Ferrari, quando in realtà si tratta di un Golf non è così bello anzi è qualcosa di fraudolento. E se lo si fa sul miele, tanta gente neanche se ne accorge anche perché, a meno che non si è un intenditore, non è proprio così facile anzi è praticamente impossibile. Eppure sull’etichetta c’era scritto che era praticamente una Ferrari, quando in realtà era una Golf, con tutto il rispetto per la Golf, sia ben chiaro.

La truffa
La produzione del miele (Facebook ascolicityrumors.it)

 

tanti insomma, ci sono  cascati. Sull’etichetta delle confezioni c’era scritto Acacia, ma il miele in questione è Millefiori. Qualcuno potrà dire, ma che differenza c’è? Parecchia. Già perché l’Acacia è un miele di grande qualità e costa davvero tanto, mentre il Millefiori è sempre miele ma ha un trattamento diverso e costa decisamente meno rispetto all’acacia. Ed è per questo che i Carabinieri Forestali sono intervenuto e ne hanno sequestrato 6 quintali all’interno di un’azienda agricola che faceva passare il Millefiori per Acacia.

Il miele di acacia ha un valore tre volte superiore al Millefiori

Il prodotto
Il trattamento che viene usato per fare il miele (Facebook ascolicityrumors.it)

 

Il sospetto sarebbe venuto anche per il prezzo concorrenziale che l’azienda agricola metteva sul miele, facendolo passare per Acacia. Tanto che nelle scorse settimane, i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo CC Forestale di Pesaro e Urbino, su attività della dell’Autorità Giudiziaria, si sono mossi all’improvviso e sequestrato 600 kg di miele millefiori, ma etichettato in modo del tutto fraudolento come miele di acacia. E il giro d’affari era piuttosto alto, basti pensare al ricarico sin dalla produzione e fino alla vendita.

L‘azienda agricola in questione si occupa di apicoltura, tanto che i militari hanno ritrovato miele che veniva contenuto in fusti presenti all’interno del magazzino del punto vendita. Non solo. Sullo stesso miele veniva testato per essere sottoposto all’analisi specifica “melissopalinologica” un esame specifico per trovare l’origine geografica e botanica del prodotto. E alla luce di quello che è venuto fuori dalla analisi di laboratorio è venuto fuori che il miele non era di qualità di acacia, ma di millefiori, una qualità decisamente meno pregiata.

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