Affitti brevi, nuove regole per fare soldi

Arrivano nuove regole per gli affitti brevi, i dettagli da conoscere per chi ha intenzione di fare questo tipo di contratto.

Con l’arrivo dell’estate, periodo delle vacanze per eccellenza, sempre più proprietari di case si informano sulle regole in merito agli affitti; anche in questi casi è importante non tralasciare nessun dettaglio, per evitare di commettere errori ed avere poi diversi problemi.

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Affitti brevi, le novità recenti sui contratti che vanno conosciute – ascoli.cityrumors.it

Tra le tipologie di contratti di locazione, oltre a quella standard (siglata da molti cittadini per la prima residenza) c’è anche quella relativa agli affitti brevi; come spiega chiaramente l’Agenzia delle Entrate sul suo sito, per contratto di locazione breve
si intende un contratto di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa“.

Proprio l’Agenzia delle Entrate, con una recente circolare pubblicata in questi giorni, ha diffuso le prime novità in merito a questa tipologia di contratti derivanti dalla Legge di bilancio 2024; la situazione si fa ora più chiara, ecco i dettagli.

Affitti brevi e contratti, le novità portate dalla Legge di bilancio 2024: importanti dettagli da conoscere

Sembra essere stata finalmente fatta luce, una volta per tutte, su una questione abbastanza spinosa. La circolare n°10 del 10 maggio diffusa dall’Agenzia delle Entrate (e ripresa anche dal sito investireoggi.it) ha fatto chiarezza sulle novità portate dalla Legge di bilancio 2024 in merito ai contratti di locazione breve, nello specifico soprattutto riguardo la tassazione imposta.

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L’ente fa chiarezza sulla tassazione per i contratti di locazione breve con una nuova nota (Credits: screenshot agenziaentrate.gov.it) – ascoli.cityrumors.it

Come spiegato nel documento, l’aliquota del 26% verrà applicata  sui redditi derivanti dai contratti di locazione breve a partire dalla data del 1° gennaio 2024, a prescindere dal fatto che il contratto in questione sia stato stipulato anteriormente e dalla data di percezione dei canoni.  Per quanto riguarda i redditi derivati dall’affitto breve, quindi, la percentuale dell’aliquota applicata è salita dal 21% al 26%.

C’è però un caso in cui il locatore può continuare ad usufruire dell’aliquota al 21%: nello specifico, questa facoltà è riconosciuta in merito ai redditi riferiti ai contratti di locazione breve stipulati per una sola unità immobiliare per ciascun periodo d’imposta, a scelta del contribuente. Con la nota diffusa in questi giorni, dunque, l’Agenzia delle Entrate ha finalmente fatto chiarezza su una questione che, per molti proprietari, in questi ultimi mesi stava risultando poco chiara.

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