Cosa sono i contributi figurativi e come incidono sulla pensione, facciamo chiarezza

I contributi figurativi sono preziosissimi e vengono versati ai lavoratori soltanto in momenti particolari della loro carriera.

I contributi sono, di fatto, somme che ogni dipendente mette da parte periodicamente nel corso della sua vita lavorativa. Tale denaro contribuisce, come indica il nome, al raggiungimento di una cifra che dà diritto a ricevere una pensione, la quale ammonterà a somme crescenti in proporzione ai contributi versati dal lavoratore.

cosa sono i contributi figurativi
I contributi figurativi sono fondamentali per la pensione – ascoli.cityrumors.it

Anche se si menziona il dipendente, in realtà solo i lavoratori autonomi – cioè i liberi professionisti – versano i propri contributi. I lavoratori dipendenti godono, invece, dei contributi versati direttamente dai datori di lavoro nella cassa previdenziale di riferimento.

Ciò avviene esclusivamente in corrispondenza dei periodi di occupazione. Se, per esempio, un dipendente rimane disoccupato per sei mesi, durante quel lasso di tempo non verserà contributi e quindi quel periodo sarà “perso” rispetto alla maturazione della pensione. In alcuni casi, però, i contributi vengono versati lo stesso, anche se il lavoratore in questione, per vari motivi, non sta lavorando. Si parla in questo caso di contributi figurativi.

Contributi figurativi: cosa sono e quando si ricevono?

I contributi figurativi vengono corrisposti al lavoratore quando quest’ultimo è occupato, quindi hai un lavoro, ma non può svolgerlo per motivi completamente indipendenti dalla sua volontà.

come funzionano i contributi figurativi
L’infortunio sul lavoro dà diritto ai contributi figurativi – ascoli.cityrumors.it

Vengono quindi versati dal datore di lavoro:

  • Durante il servizio militare;
  • Nei giorni di malattia o nel periodo di convalescenza da un infortunio;
  • Nel periodo di maternità e di paternità;
  • Durante permessi relativi alla legge 104 per l’assistenza alle persone disabili;
  • Nei periodi di aspettativa per cariche pubbliche o sindacali.

Sono, invece, versati d’ufficio da parte dell’ente previdenziale di riferimento (l’INPS) in caso di:

  • Cassa integrazione;
  • Mobilità;
  • Isu.

Dal momento che i contributi figurativi hanno lo scopo di tutelare il lavoratore nel corso di momenti particolari della sua vita, ovviamente sono utili ai fini del diritto e alla misura del trattamento pensionistico. In pratica, vengono conteggiati sia nel numero di anni minimi di contributi che un dipendente deve versare per godere del diritto alla prestazione, ma sono anche validi per determinare l’importo dell’assegno pensionistico che spetta ad ogni lavoratore.

C’è, però, un caso in cui i contributi figurativi non sono utili ai fini del calcolo della pensione, cioè quando una specifica normativa richiede il computo della sola contribuzione effettivamente versata, escludendo quindi la contribuzione figurativa. Questa esclusione si rende necessaria, per esempio, quando si fa richiesta di pensione anticipata.

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