Pensione a 56 anni: INPS stupisce con l’opzione migliore delle uscite anticipate

Andare in pensione a 56 anni non è più un’utopia. Una vasta platea di popolazione può percorrere questa strada.

Moltissime persone desiderano andare in pensione prima dei 60 anni di età per vari motivi. Non ultimo il fatto di poter essere, ancora tutto sommato, giovani per godersi il meritato riposo. Magari viaggiando o dedicandosi agli affetti. Tuttavia, per chi vorrebbe percorrere questa strada, le opzioni sono limitate. Oggi, però, c’è una misura che potrebbe rivelarsi molto conveniente. Anzi due.

Come andare in pensione a 56 anni
In pensione a 56 anni: chi può farlo – (ascoli.cityrumors.it)

Spesso è necessario superare abbondantemente i 60 anni di età o avere carriere contributive estremamente lunghe, con più di 40 anni di contributi. Eppure, esiste una via che consente di accedere alla pensione prima dei 60 anni, ma ci sono dei requisiti da rispettare. Ovviamente, il consiglio è quello di sempre: per orientarvi nel mare magnum del sistema pensionistico italiano, affidatevi ad un consulente esperto.

Come vedremo di qui a breve, comunque, nonostante le sfide legate ai requisiti di età e contributi, la pensione di vecchiaia anticipata offre una soluzione per coloro che vogliono lasciare il mondo del lavoro a 56 anni. È un’opportunità che fornisce sicurezza finanziaria ad una vasta platea di popolazione.

In pensione a 56 anni: c’è chi può

Una possibilità molto interessante, dunque. Sebbene sia disponibile solo per le donne e in presenza di una determinata disabilità. La pensione di vecchiaia anticipata con invalidità specifica, infatti, richiede 56 anni di età per le donne e 61 anni per gli uomini. Per potervi accedere è necessario avere almeno 20 anni di contributi e una riduzione della capacità lavorativa specifica pari o superiore all’80%.

Pensione 56 anni, a chi è consentito
Quali sono le categorie di lavoratori che possono andare in pensione prima dei 60 anni – (ascoli.cityumors.it)

Quest’ultima viene valutata in base al tipo di occupazione svolta. In pratica, coloro che non possono più eseguire il lavoro che hanno sempre fatto a causa di problemi di salute, fisici o psichici, possono accedere a questa forma di pensionamento anticipato.

L’età e i requisiti per la pensione anticipata variano a seconda del tipo di invalidità e del numero di figli. Ad esempio, con l’Opzione donna, le lavoratrici con un’invalidità superiore al 74% possono andare in pensione a 61 anni, ma se hanno avuto un figlio l’età scende a 59 anni. Con due o più figli, essa si riduce ulteriormente a 58 anni. È richiesto un minimo di 35 anni di contributi e l’invalidità è di natura civile, ossia una riduzione generica della capacità lavorativa.

Lo stesso tipo di invalidità e percentuale consente di accedere alla pensione anticipata anche con l’Ape sociale o la Quota 41 per i lavoratori precoci, con età di uscita di 63 anni e 5 mesi e 30 anni di contributi. Tuttavia, raggiungere i requisiti per la quota 41 a 56 anni di età è estremamente difficile, poiché richiederebbe di aver iniziato a lavorare a 15 anni.

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