La fibromialgia è entrata tra le patologie invalidanti: ecco cos’è, quali sono i sintomi e quali bonus e agevolazioni si potranno ottenere.
Con l’aumento dell’aspettativa di vita, sono tanti i pazienti cronici, cioè le persone costrette a convivere con una patologia e che, quindi, ricevono cure periodiche dal sistema sanitario, per forza di cose.

Tra le patologie croniche di tipo reumatologico c’è di sicuro la fibromialgia. Si tratta di una malattia per anni piuttosto misteriosa, difficile da riconoscere e da diagnosticare. Di fatto, è caratterizzata da dolore muscolare e nelle strutture fibrose, non legato ad alcun tipo di infiammazione. Ovviamente, non è l’unico disturbo percepito dai pazienti, dato che in molti hanno riferito difficoltà a concentrarsi, deficit di memoria, disturbi del sonno e affaticamento, rigidità muscolare e sensibilità alle pressioni.
Il dolore è diffuso e generalizzato, condizionando inevitabilmente la vita del paziente. La diagnosi è legata essenzialmente all’esame obiettivo in studio o in ambulatorio, verificando la reazione alla palpazione in alcuni punti ben precisi, ad esempio a livello delle spalle o del dorso. Gli studiosi non hanno ancora stabilito una causa certa, ma potrebbero avere un ruolo importante fattori genetici e ambientali.
Anche una disfunzione ben precisa del sistema nervoso, che non riesce più ad elaborare a dovere le sensazioni dolorifiche, potrebbe rientrare tra i fattori determinanti. Allo stesso modo, non c’è neppure una cura. Spesso si deve fare affidamento su farmaci analgesici, miorilassanti e antidepressivi, per tentare di migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Fibromialgia riconosciuta come patologia invalidante: cosa cambia per i pazienti
Negli ultimi giorni, si è tornato a parlare tanto di fibromialgia perché è stata inserita tra le patologie croniche e invalidanti. Il governo ha approvato sei mozioni all’unanimità e, ora, la malattia fa parte dei livelli essenziali di assistenza (Lea).

La mozione di Fdi, in merito alla questione, mirava all’aggiornamento dei protocolli terapeutici esistenti e la creazione di un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta), in maniera tale da standardizzare e velocizzare la diagnosi. Si punta anche alla realizzazione di un Registro nazionale della sindrome fibromialgica, che partirà dalla raccolta dati e campagne informative.
Ma cosa cambia nel concreto per i pazienti? Di fatto, l’esenzione dalle spese sanitarie, che potrebbe aiutare molte persone a curarsi. I soggetti interessati possono richiedere il riconoscimento della disabilità all’Inps per ottenere poi pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento. Per quanto riguarda il lavoro, hanno diritto a trattamenti speciali, protezione contro il licenziamento discriminatorio e adattamenti ragionevoli. Non è passata alla Camera, invece, la mozione sullo smart working.