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Aree camper nei comuni colpiti dal sisma, Arquata del Tronto ne ospiterà due a Pescara e Pretare

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Il borgo di Arquata del Tronto simbolo del terribile sisma del 2016 nelle Marche

Il Presidente della Regione Luca Ceriscioli ha annunciato, qualche giorno fa, l’accelerazione dei tempi per la costruzione delle aree camper nelle zone colpite dal sisma.

Le aree saranno 40, distribuite in 35 comuni, per una spesa complessiva di 6,2 milioni di euro, assegnati con Decreto del Commissario n° 444 del 31 ottobre scorso, pari al 62% delle risorse complessive.

La scadenza di presentazione è fissata al 10 gennaio 2020, in modo tale che gli spazi adibiti all’area camper possano essere fruibili nei mesi estivi.

Ad Arquata del Tronto, le aree camper saranno due.

“Le aree camper – spiega il vicesindaco Michele Franchi – sono per noi un obiettivo molto importante, perché dare la possibilità alle persone di soggiornare sul nostro territorio, con priorità a chi ha già acquistato camper o casette mobili, fa sì che anche quelli delle seconde case possano tornare qui.

Abbiamo scelto le due aree a Pescara del Tronto e a Pretare, per far in modo che nelle zone più colpite, dove la ricostruzione sarà più lenta, si possa concedere almeno quest’opportunità.”

L’intento delle amministrazioni locali è quelli di facilitare il turismo di ritorno, ovvero tutte quelle famiglie che possedevano la seconda casa, e ora non possono rimanere nel territorio per mancanza di alloggio. Questo risultato potrebbe dare una mano a chi ha scelto di riaprire l’attività in quei luoghi e vive quotidianamente le difficoltà del post sisma.

“L’area di Pescara del Tronto è già a buon punto, – continua Franchi – anche quella di Pretare inizierà a breve. Speriamo che sia realizzato tutto al più presto, cosicché per l’estate possa essere già utilizzato per soggiornare.

Si potranno affittare le Sae, che nel frattempo si sono liberate, ai non residenti?

“Non sappiamo se c’è la possibilità, – conclude Michele Franchi – come amministrazione comunale, di poterle dare in locazione. Noi auspichiamo che le casette man mano si liberino, perché vorrà dire che la ricostruzione delle nuove case va avanti in maniera spedita. Ovviamente, quando tutti i residenti saranno finalmente nelle nuove costruzioni e tutti quelli che ne hanno diritto sono stati soddisfatti, si potrebbe pensare all’eventualità di affittarle ai non dimoranti. Studieremo insieme alla segretaria, al Commissario e a chi di dovere le modalità di riaffido delle Sae.”