Assegno di inclusione, attenti alle condanne

Non tutti lo sanno, ma ci sono requisiti da rispettare per ricevere l’assegno di inclusione, le condanne sono determinanti.

In un periodo come quello che stiamo vivendo non sono poche le famiglie che si trovano in difficoltà e che arrivano quasi con l’acqua alla gola alla fine del mese. Fare sacrifici è ormai diventato indispensabile, ma non è detto che sia sufficiente, anche da parte di chi non si lascia trascinare dalla frenesia dello shopping.

La situazione appare talmente grave che non possono sentirsi tranquille nemmeno le persone che hanno un lavoro e un guadagno sicuro, a maggior ragione se tra le varie spese che devono sostenere devono mettere in conto anche quello che deve essere previsto per mutuo e affitto. Si arriva poi a convivere con uno stato di ansia se si ha un contratto a tempo indeterminato e non si sa se sarà rinnovato.

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L’Assegno di Inclusione ha sostituito il Reddito di Cittadinanza – Foto: Ascoli.cityrumors.it

In alcuni casi può rappresentare un piccolo salvagente l’Assegno di Inclusione, che viene concesso a partire da gennaio 2024 in sostituzione del tanto bistrattato Reddito di Cittadinanza. E’ però bene verificare se si è in possesso di tutti i requisiti richiesti.

Ti spetta l’Assegno di Inclusione? Occhio a questo requisito

Sin da prima del suo insediamento al governo Giorgia Meloni aveva manifestato la sua contrarietà nei confronti del Reddito di Cittadinanza, sottolineando come molti cittadini scegliessero di riceverlo, per poi restare comodi sul divano senza alcun interesse a cercare lavoro. Del resto, quello consentiva di ricevere una piccola rendita mensile, che in alcuni casi poteva anche essere sufficiente per vivere discretamente.

Un atteggiamento simile per lei era inaccettabile, per questo la Premier ha scelto di prendere posizione in maniera concreta arrivando a eliminarlo, pur senza lasciare del tutto gli italiani senza sussidio. Questo è stato così sostituito dall’Assegno di Inclusione, volto ad aiutare le famiglie maggiormente in difficoltà, ma a cui si ha diritto solo se in possesso di alcuni requisiti ben precisi.

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I requisiti per ricevere l’Assegno di Inclusione sono stringenti – Foto: Ascoli.cityrumors.it

Il reddito è un fattore determinante (non deve superare i 6 mila euro l’anno per nucleo), ma è anche fondamentale che ci sia almeno un soggetto non occupabile, come un disabile, un minorenne, un over 60 o una persona in condizione di svantaggio sociale. Attenzione, però, c’è una condizione che rischia di far perdere tutto, è fondamentale verificare che non si rientri in questa casistica prima che possa essere richiesto di restituire quanto ricevuto.

La condotta svolge infatti un ruolo essenziale. E’ indispensabile che il soggetto che percepisce l’Assegno di Inclusione non abbia subito condanne penali negli ultimi dieci anni, oltre a non essere stato sottoposto a misure cautelari. La fedina penale viene quindi scrupolosamente controllata.

La differenza tra i reati

Non si considera però esclusivamente la fedina penale in senso lato per verificare se si ha diritto all’Assegno di Inclusione. Chi controlla se si è in possesso di tutti i benefici prende in considerazione anche il tipo di reato commesso.

Tra le condizioni che costituiscono un veto ci sono anche le situazioni in cui si è optato per un patteggiamento, applicabile solo in quei casi in cui la pena non superi i 5 anni. Nessun sussidio quindi se si è riusciti a patteggiare e si è ricevuta una sentenza di condanna, se questa è arrivata nei dieci anni precedenti.

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Occhio se hai la fedina penale sporca – Foto: Ascoli.cityrumors.it

Questa è quindi una differenza rilevante rispetto al Reddito di Cittadinanza, da cui erano escluse solo le persone che avevano commesso un reato ostativo, ovvero quelli in cui non era possibile optare per la sospensione della pena o fruire dei benefici carcerari,

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