Fine lavoro a 60 anni e sussidi, cosa accade

A 60 anni può essere venuto il momento di porre fine alla propria esperienza nel mondo del lavoro, meglio la pensione o i sussidi?

Ogni lavoro può essere faticoso, da quello che richiede prettamente uno sforzo fisico a quelli “mentali” come possono essere quelli che vengono svolti in ufficio, per questo è più che normale man mano che gli anni passano non dover prestare servizio a oltranza. Purtroppo, però, soprattutto con l’introduzione della Legge Fornero la situazione per molti è peggiorata, al punto tale da spostare sempre più in là l’età in cu porre fine alla propria esperienza professionale.

andare in pensione a 60 anni è possibile?
Andare in pensione a un’età non troppo avanzata è il sogno di molti – Foto | Canva – Ascoli.cityrumors.it

I più penalizzati possono essere certamente i laureati, che hanno ottenuto la prima assunzione a oltre 20 anni, ma che non possono che desiderare di poter andare in pensione a 60 anni, così da poter stare con i propri affetti presumibilmente quando si è ancora in salute. Non tutti potrebbero però avere maturato i requisiti necessari per la pensione.

A 60 anni si deve continuare ad andare al lavoro?

La pensione dovrebbe essere considerata come un momento in cui godere del meritato riposo e trascorrere del tempo con i propri familiari, senza avere più vincoli legati agli orari. Per chi ne ha la possibilità, perché no, è possibile organizzare anche una vacanza, così da tornare rigenerati nella mente e nel corpo.

È proprio per questo che tanti trovano ingiusto dover continuare a recarsi in azienda quando non si è più giovanissimi e può esserci il rischio di non riuscire a rendere al meglio. Tanti si augurerebbero di poterlo fare a 60 anni, ma si tratta di un obiettivo che può essere utopico o quasi.

Se si vuole davvero provare ad andare in pensione sono davvero in pochi ad avere questa possibilità. È infatti necessario optare per una pensione anticipata, anche se può comportare un assegno più basso, o puntare sulla Quota 41 disponibile per i lavoratori precoci. Nel caso invece delle pensioni anticipate ordinarie, non sono previsti limiti legati all’età, ma è possibile raggiungere l’obiettivo con 42 anni e 10 mesi di contributi versati se il richiedente è un uomo. Per la donna servono 41 anni e 10 mesi di contributi versati.

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È bene veriificare se si hanno i requisiti per chiedere la pensione – Foto | Canva – Sscoli.cityrumors.it

Un’altra opzione che è possibile prendere in considerazione per chi ha questo desiderio è data da quella che viene definitaOpzione Donna“, accessibile però evidentemente solo per le donne. In questo caso è possibile farlo a 59 anni, a condizione di avere 35 anni di contributi. Chi ha invece un’invalidità pari ad almeno l’80% può lasciare il mondo del lavoro a partire dai 56 anni (gli uomini solo a partire dai 61 anni).

Chi non dovesse rientrare in nessuna di queste categorie ma è ormai stanco può valutare un’altra alternativa, che potrebbe però non essere apprezzata da tutti, l’assegno di inclusione. Questo può essere considerato un sostegno a chi è in difficoltà e viene riservato a minorenni, invalidi, presi in carico dai servizi sociali o sanitari e agli over 60. È però determinante anche che l’ISEE non sia superiore a 9.360 euro, oltre a evitare di avere troppe proprietà intestate a proprio nome (vengono fatti i controlli).

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